Godetevi la guerra perchè la pace sarà terribile (Leon Degrelle), aforisma o frase che si voglia dire che ben si allinea con la mentalità di chi sta sul mercato, in guerra, tutto il giorno.

Eh si, preferisco la guerra, fatta di botte da orbi tra compratori e venditori, fatta di movimenti improvvisi e volatilità direzionale e non direzionale,.

Preferisco giorni di volatilità piuttosto che sedute di borsa asfittiche, di calma piatta ed apparente.

Parliamoci chiaro, se il mercato non si muove o se ne sta incastrato in un trading range, nessuno guadagna bene e per fare qualche numero, è necessario alzare il rischio.

La Volatilità sui mercati

Io vedo la volatilità come il risultato della “guerra” tra compratori e venditori, tra chi vede potenzialità rialziste e chi invece vede solo possibili movimento al ribasso.

Preferisco mille volte la volatilità ad un mercato “in pace”, in cui nessuno perde e nessuno guadagna, ma in cui tutti sono apparentemente contenti.

I media stanno alimentando il panico

I media, fisici ed on-line, stanno alimentando il panico.

Prima il pretesto era lo spread (leggi questo articolo), poi visto che non fa più rumore, si stanno spostando su varie cause scatenanti di questo movimento di volatilità.

Nessuno però riflette seriamente.

Se il mercato sta fermo e non si muove, non si riesce a lavorare bene. Se qualcuno ha paura della volatilità significa che si trova in un contesto di lavoro sbagliato.

Sarò duro e crudo, ma questa è la vera verità.

Nonostante tutto c’è chi butta benzina sul fuoco

In questi giorni di “pausa” sto spendendo un po’ del mio tempo sui canali social e mi sto rendendo conto di due fenomeni sempre più presenti.

C’è chi si fa le foto e si galvanizza su facebook con grandi macchine e(che naturalmente non si può permettere), oppure mette foto al sole su una “poltrona per due” decisamente fuori luogo.

Per fortuna che c’è questa gente, diversamente sai che palle?

Fortunatamente c’è chi millanta di avere fatto cose che alla grande maggioranza sembrano incredibili, ma che gli addetti al mestiere sanno bene di cosa si tratta.

Almeno ci sono a spiegare al popolo dei boccaloni che è tutto facile, che loro hanno capito tutto e che tu (per loro fortuna) non hai capito nulla.

Questa era solo la prima categoria dei nuovi fenomeni!

Il secondo e forse più corposo gruppo, comprende i soggetti che continuano a sostenere che per fare trading in modo profittevole servono 10 minuti al giorni e, bada bene, a volte non è necessario lavorare tutti i giorni.

Questi fenomeni finiscono poi nel proporre in modo ILLEGALE servizi di segnalazione di ordini, basati sul nulla protocosmico, fregando quanta più gente possibile e giustificando il fallimento con la volatilità del mercato.

Insomma, chi sta sul mercato tutto il giorno non ha capito nulla, questo naturalmente ai loro occhi. Loro si che hanno capito tutto.

Mi scappa da ridere.

Godetevi la guerra (sui mercati naturalmente), usate la volatilità per identificare nuove opportunità, imparate a gestire la posizione in un mercato volatile e veloce.

Tokio -5%, USA -3% e noi con la panza piena

Per fortuna, per fortuna i mercati Europei e Italiano in primis, il 24 dicembre hanno osservato una giornata di chiusura.

La cosa divertente è che ad ogni ribasso di mercato parte la grande ricerca della genesi del movimento.

Nessuno si pone l’idea, neppure minima, che il mercato è fatto di compratori e venditori e che i ribassi sono giustificati da chi vende.

Poi che ci siano attacchi speculativi mirati, è fuori discussione, ma non è ammissibile che ad ogni giornata negativa ci siano i creatori delle nuvole di Fantozzi pronti a professare sciocchezze, giusto per avere qualche “like” senza ragione.

In ogni caso, ben venga la guerra sui mercati, ben venga la volatilità in ogni sua forma, da quella direzionale a quella non direzionale.

Ben vengano i grandi assestamenti sulle crypto (c’è veramente ancora qualcuno che professa il quarto di milione o il milione di dollari a bitcoin??)

Con questo passo e chiudo, per Santo Stefano direi che è già abbastanza!

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